
Il termine valle, dal latino
"vallis", definisce una depressione allungata più o meno svasata, compresa tra due creste montuose che ne costituiscono i fianchi o versanti, il cui corso normalmente è caratterizzato da fiumi a da costruzioni di piccoli agglomerati abitativi. La formazione geologica delle valli dipende o da una depressione di origine tettonica (tettoniche) o dall'azione erosiva di un ghiacciaio (erosive), mentre un fenomeno denominato geomorfogenetico disegna i suoi profili dando le variazioni sia longitudinali che trasversali. Valle di Maddaloni si trova in un vallone del subappennino, al centro della Campania, in provincia di Caserta, ad una altezza di
156 metri sul livello del mare e i suoi abitanti sono chiamati 'vallesi'. Nella vicina Maddaloni, importante centro durante la colonizzazione romana, conosciuta archeologicamente con il nome di "Calatia", sito ritrovato nella parte periferica dell'attuale abitato, sono stati individuati zone ricche di costruzioni e resti risalenti a tale periodo. Durante gli scavi archeologici del 1998 è stata rinvenuta, ad una profondità di circa 1,80 metri, una lapide nella quale si parla in modo vago di strutture presenti al tempo nella "Valle". Dalle incisioni latine riportate dalla pietra, la quale delinea e narra di un magazzino militare in "Vallis", gli studiosi hanno teorizzato uno stretto collegamento espansivo tra 'Calatia' e Valle di Maddaloni, dove la probabile esistenza di costruzioni militari fondate nei suoi dintorni hanno ricoperto un ruolo di notevolissima importanza nella guerra contro i Sanniti. L'ubicazione strategica di Valle ha rappresentato una zona cruciale per l'accesso alla pianura e si ipotizza che questo rappresentasse il punto ideale per il controllo della popolazione che presumibilmente attaccavano la colonia romana dalla vicina e attuale S. Agata dei Goti. Seguendo le fonti e le poche campagne di scavo si sono potute azzardare ipotesi relative agli eventuali sviluppi di Valle e di Maddaloni. Dai rinvenimenti effettuati, quest'ultima rappresentava la 'domus', il fulcro della tipica cittadina romana, caratterizzata da piccoli templi e case di lusso, mentre in Valle di Maddaloni si ipotizza una struttura abitata principalmente dai soldati a formare la zona difensiva per ovviare agli attacchi che le popolazioni potevano sferrare dalla zona collinare adiacente.
Alcuni resti di muratura, così come quelli di una vecchia strada di certe origini romane, sono stati ritrovati in zone dell'attuale Valle di Maddaloni, assieme a cocci, vasi, anfore, suppellettili. Come queste siano state divulgate è mistero assoluto. Se Valle è stata abitata dai romani, come si rileva dalle fonti e dalla lapide ritrovata a 'Calatia', devono esserci necessariamente dei resti, seppur minimi, a testimonianza della vita di quel periodo. Come venivano usati dai soldati romani le anfore e i cocci venuti alla luce? A questa e ad altre domande si potrà dare una risposta più o meno definitiva allorquando verranno effettuate delle serie campagne di ricerca archeologica. Intanto la 'Valle' continua a custodire gelosamente i suoi tanti segreti.